L’OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA è da sempre uno degli alimenti fondamentali nella dieta delle popolazioni abruzzesi, tanto che si trovano tracce del suo utilizzo già in epoca preromanica. I Vestini, antico popolo italico che occupava la regione attorno al Gran Sasso, producevano quest’olio schiacciando le olive con le pietre. Il guerriero di Capestrano, il principe-guerriero del VI secolo a.C. raffigurato in una statua divenuta un’icona simbolo dell’Abruzzo e della sua identità, avrebbe festeggiato le sue battaglie con banchetti sui quali si trovava anche questo prezioso ingrediente.

Tante sono le località famose per la produzione di ottimo olio d’oliva, tra queste senz’altro merita una menzione Loreto Aprutino, situata a pochi km da Pescara. Ricca di storia e di notevole spessore culturale, annoverata tra le più belle città d’Abruzzo, il paese porta questo doppio nome solo dal 1863, quando, con l’unificazione d’Italia, fu necessario distinguerlo dall’omonimo paese marchigiano. Il suo centro storico conserva intatta la propria fisionomia storico- architettonica ed il caratteristico aspetto medievale di case e palazzi. Nella parte alta del paese troviamo la Parrocchiale di San Pietro Apostolo del XV secolo con un loggiato a trifore romaniche e con una cinquecentesca cappella di San Tommaso, con un busto di San Zopito (patrono del paese) del settecento ed un’urna ottocentesca con le reliquie del Santo conservati al suo interno.
La fama della cittadina deriva soprattutto dai prodotti della sua terra , l’olio extravergine d’oliva, da anni con marchio Dop.

I benefici dell’olio sono tanti, ne ricordiamo alcuni: previene i problemi cardiovascolari, combatte il colesterolo, migliora la digestione e aumenta il senso di sazietà.

Ma per far sì che quest’olio preziosissimo mantenga a lungo le sue caratteristiche è bene saperlo conservare. La condizione ottimale è riporlo al buio e a una temperatura tra i 10 e 20 gradi, possibilmente in contenitori di acciaio o ancor meglio in bottiglie di vetro scuro mantenute piene per non consentire al prodotto di stare a contatto con l’aria, perché l’ossigeno porta all’ossidazione degli acidi grassi rendendo rancido l’olio.

Come gustarlo? Sul pesce, anche crudo, sulle bruschette e per insaporire le minestre.

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